Fitoterapia – Gemmoterapia

Fitoterapia Spagirico Alchemica
FITOTERAPIA
Fin dall’antichità l’uomo ha cercato nella natura e mondo vegetale i Rimedi per ogni suo male. Abbiamo riscontri in tal senso nelle Civiltà Antiche quale quella Assiro–Babilonese, come dimostrano le tavolette di argilla di Ninive nelle quali troviamo indicazioni terapeutiche e ricette di Belladonna e Cannabis Indica. Anche nella Bibbia si fanno cenni alle proprietà curative delle piante, “dono del Signore che l’uomo assennato non disprezza”. La fitoterapia riceve un ulteriore impulso con la Civiltà Egizia dove diviene di competenza esclusiva della Classe Sacerdotale. Un buon documentato del livello raggiunto è fornito nel papiro Smith.
Con la Civiltà Greca il salto di qualità è notevole perché Ippocrate di Cos (470-375), di fatto il padre della Medicina, omeopatica compresa, raccoglie le conoscenze mediche del suo tempo per dare ad esse un’organizzazione per così dire scientifica. Nasce il celebre “Corpus Ippocraticun” dove per ogni forma morbosa nota viene consigliato un Rimedio vegetale o suggerimento terapeutico idoneo al caso. È noto a tal proposito l’utilizzo del vomito gravidico, diluito in acqua, da consigliarsi nelle nausee gravidiche. Teofrasto (372-287) allievo, discepolo e quindi successore di Ippocrate getta le basi della moderna Botanica come del resto si ritrova anche in Aristotele (384-322) dove nella sua Scuola Filosofica riversa molta attenzione allo studio delle Scienze Naturali essendo forte il desiderio di capire e conoscere le proprietà della Natura.
Nella Civiltà Romane ricordiamo Catone che stima le qualità del cavolo a cui attribuisce il merito di curare meravigliosamente il tubo digerente. Ricordiamoci che non da molto, nella Fitoterapia così detta moderna, si evidenzia che il cavolo, che appartiene alle Brassiche-Crucifere, contiene al pari di altre piante della Specie, tra cui non ultima la ormai celebre Curcuma,  il Sulforafano” capace di bloccare la replicazione virale e tumorale. Ovviamente questo “piatto ghiotto”verrà ripreso in seguito.
Si passa a Galeno di Pergamo, nel II° secolo d.C. per trovare un ulteriore evoluzione della materia. Egli stabilisce una distinzione tra l’uso di una semplice ed unica pianta(semplice) a quello di più piante contemporaneamente per sfruttarne il sinergismo d’azione; mette in oltre a fuoco e codifica la possibilità di estrarre singoli principi utilizzando solventi naturali quali l’aceto, il vino o l’olio tanto che si parla di “preparato galenico” proprio partendo da questo punto del contributo evolutivo che Galeno ha fornito alla Fitoterapia.
Nella Civiltà Medioevale, in occidente, lo studio della Medicina e dei suoi Rimedi è consegnato nelle mani dei Monaci che nei loro Eremi e Conventi dedicano molto del loro tempo allo studio, traduzione e trascrizione di Testi antichi, base della loro Cultura che mettono in opera coltivando ogni sorta di pianta medicale nei fiorenti orti botanici e prendendosi cura dei soggetti che si rivolgevano a loro per essere ricoverati, curati e possibilmente guariti. Dove se non in queste strutture vi era la possibilità di essere protetti dal freddo, alimentati e spesso realmente guariti. Ippocrate aveva sancito “primum non nocere”….  loro erano ben a conoscenza di questo aforisma e colti conoscitori degli effetti di alcaloidi, linfe e pozioni varie. Nell’ ”oscurantismo”  medioevale di fatto si formano della vere e proprie scuole di Medicina, e nascono i prototipi degli attuali Spedali od Ospedali che ovunque e comunque rappresentano l’evoluzione tecnica, diagnostica e terapeutica dell’Attività monastica.
La medicina orientale, scrive il Dott. Bruno Brigo nel suo testo “Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica, Ed. Laboratories Boiron, “ è definita come energetica ed analogica, basata sui principi opposti e complementari di Yin e Yang ed espressi da Tao Tseu nel seguente modo:
“il TAO produce l’UNO,
L’UNO comprende il DUE,
e si manifesta come TRE,
il TRE produce i diecimila esseri.”
Il senso e traduzione dell’affermazioni è da tradurre:
Il PRINCIPIO ASSOLUTO produce ENERGIA,
L’Energia comprende lo YIN e lo YANG
E si manifesta come CIELO, TERRA e UOMO,
questi tre danno origine a tutti gli esseri.
La ben nota ruota del Tao  raffigura  il concetto d’integrazione ed equilibrio dinamico, ovvero la risultante dinamica della fusione del Cielo, espressione massima dello Yang, con la Terra, a sua volta espressione massima dello Yin. Questa amalgama è proprio di ogni essere vivente e genera i 5 elementi o movimenti che sono il legno, il fuoco, la terra, il metallo e l’acqua. Il regno vegetale è ricondotto genericamente nel concetto Taoista del “ legno” con una distinzione tra piante aventi proprietà di tipo Yin o Yang e questo perché ai fini terapeutici secondo il Taoismo la malattia rappresenta uno squilibrio tra le due Forze, con prevalenza di uno dei 5 movimenti, quindi la terapia deve armonizzare lo squilibrio  tonificare l’organo o sistema energeticamente carente e disperdere l’eccesso dell’organo o sistema opposto.
Un ulteriore salto in avanti e migliorativo coincide con la grande stagione del Rinascimento nel quale la mente umana, in primis con la figura eccezionale e poliedrica di Leonardo da Vinci, cerca di darsi delle spiegazioni scientifiche alle conoscenze ed intuizioni precedenti basate sull’empirismo.
Strettamente parlando di fitoterapia dobbiamo ricordare Paracelso (1493-1541) che ricerca in ogni pianta la “quintessenza” ovvero l’anima terapeutica caratteristica e raggruppa e classifica i vegetali secondo le loro caratteristiche morfologiche (“similitudine magica delle signature”), al pari in questo ai principi taoisti che attribuiscono importanza sia alla forma che ai colori delle piante e vegetali.  Hahnemann nel formulare i principi dell’Omeopatia si scaglierà duramente contro questa visione di Paracelso definendola quale semplice follia. Si arriva quindi alla figura di Carlo Linneo che nel 700 porta allo studio sistemico delle piante, grazie ovviamente anche ai progressi della chimica e delle apparecchiature di ricerca. Nella sua opera ”Systema Naturae” classifica le piante in base alla presenza dei sessi nei fiori con il risultato di dividere la piante in “Crittogame” e “Fanerogame”, ovvero con sesso nascosto nelle prime e ben evidente nel secondo gruppo, ulteriormente diviso in 23 classi.
Nella Fito e Gemmo terapia moderna è raro che si possano usare piante che si sviluppano nel loro ambiente naturale, cioè allo stato selvaggio: si usano di fatto piante coltivate ma attentamente curate con concimi e pesticidi “biologici”al fine di offrire un prodotto più naturale possibile. Una regola importante è anche quella di usare le varie parti vegetali rispettando il così detto tempo balsamico della pianta che dipende dalle condizioni climatiche, il periodo vegetativo ed in alcuni casi l’ora del giorno.
Altro momento indispensabile per parlare di Fito o Gemmo terapia vere, ortodosse, è quello di rispettare l’estrazione del cosiddetto “fitocomplesso”e non i singoli componenti o principi attivi più significativi come usa fare la Medicina allopatica e la fitoterapia allopatizzata.
La vera Fito-Gemmoterapia è taoista, contempla quindi l’unità ed armonia del fitocomplesso e si basa sulle così dette Tinture Vegetali (Tinture FU) ottenute previa estrazione alcoolica dei principi terapeutici delle piante medicinali raccolte da poco tempo,il che permette di avere prodotti più validi visto che la conservazione delle piante farmacologicamente utili, altrimenti dette droghe, subiscono delle inevitabili alterazioni del fitocomplesso per azione dell’umidità, calore e parassiti.
Le TM (tinture madri) omeopatiche, con differenze profonde tra la farmacologia francese e quella tedesca, si ottengono mettendo a macerare i alcool piante fresche o parti fresche delle piante, ricorrendo all’utilizzo di piante secche e “stabilizzate”  nella preparazioni di piante esotiche e lontane che potrebbero subire alterazioni organolettiche nel viaggio.
In altre parole il fitocomplesso terapeutico viene meglio rispettato dall’estrazione alcoolica eseguita comunque prima possibile. I passaggi tecnici sono lunghi e tediosi (macerazione, filtrazione, spremitura) per cui li salto volutamente ricordando però il concetto di Titolazione ovvero quel valore che ci indica la quantità ponderale delle sostanze attive realmente presenti nel prodotto. La titolazione ci dice in % quanto fitocomplesso è realmente presente rispetto all’alcaloide di riferimento.
Ad esempio si può leggere curcuma(Curcuma longa) radice e.s.(estratto secco-Cpr) titolata al 95% in curcumina vuol dire che in quelle compresse di curcuma la percentuale è elevata, ovvero del 95% rispetto alla droga pura espressa dall’alcaloide curcumina 100%.
Gemmoterapia
La gemmo terapia è quella branca della Fitoterapia che utilizza parti fresche di piante allo stato embrionale, utilizzando quindi gemme o giovani getti ma anche giovani radici , scorza di giovani radici o , sebbene raramente, anche di giovani fusti. Talora sono utilizzati i semi comunque, nel complesso quello che rappresenta la potenzialità riproduttiva delle piante.
Si parla di Fitoembrioterapia di Pol Henry  che per ha posto l’attenzione sullo studio ed utilizzo terapeutico dei tessuti embrionali degli alberi o arbusti, riprendendo gli studi del vero iniziatore ovvero di Johan Wolfgang von Goethe con l’Opera “la metamorfosi delle piante”. Per onor del vero ancora prima Santa Hildegarde di Bingen (1098-1178) consigliava l’utilizzo clinico di varie gemme.
Nelle gemme si trovano in grande quantità di meristemi, ovvero cellule embrionali indifferenziate e totipotenti ricche di grandi quantità di acidi nucleici sia DNA che RNA, minerali, oligoelementi, vitamine, enzimi, fattori di crescita chiamati auxine e gibberelline, ormoni che scompaiono poi con la formazione della clorofilla. Gli studi più approfonditi in tal senso si devono a Dott. Nieten dell’Università di Lione.  In senso taoista le gemme e giovani getti nascendo si trovano all’estremità dei rami della pianta quindi subiscono una duplice influenza quasi armoniosa, da una parte tellurica e dall’altra cosmica, quindi sarebbero potenti ed equilibrate ….
L’estrazione alcolica delle gemme, dell’energia contenuta nei tessuti embrionali, ovvero le virtù embrionali dei meristemi, il rigenerarsi della pianta, si è dimostrato più dolce poiché i tessuti embrionali regolano le funzioni e rispettano la fisiologia, sono meravigliosamente drenanti ovvero posseggono, per dirla con Nebel, un’azione centrifuga convogliando le “tossine” organiche verso gli organi o tessuti emuntori.
Nella fitoterapia, utilizzando le propriertà di tessuti vegetali adulti e differenziati l’azione è più decisa e mirata.
La diluizione dei prodotti gemmo terapici è la 1DH ovvero 1° decimale Hahnemanniana, ovviamente rispettando la regola della diluizione e dinamizzazione all’unisono

FITOTERAPIA

Paracelso

Fin dall’antichità l’uomo ha cercato nella natura e mondo vegetale i Rimedi per ogni suo male.

Abbiamo riscontri in tal senso nelle Civiltà Antiche quale quella Assiro–Babilonese, come dimostrano le tavolette di argilla di Ninive nelle quali troviamo indicazioni terapeutiche e ricette di Belladonna e Cannabis Indica. Anche nella Bibbia si fanno cenni alle proprietà curative delle piante, “dono del Signore che l’uomo assennato non disprezza”. La fitoterapia riceve un ulteriore impulso con la Civiltà Egizia dove diviene di competenza esclusiva della Classe Sacerdotale. Un buon documentato del livello raggiunto è fornito nel papiro Smith.

Con la Civiltà Greca il salto di qualità è notevole perché Ippocrate di Cos (470-375), di fatto il padre della Medicina, omeopatica compresa, raccoglie le conoscenze mediche del suo tempo per dare ad esse un’organizzazione per così dire scientifica. Nasce il celebre “Corpus Ippocraticun” dove per ogni forma morbosa nota viene consigliato un Rimedio vegetale o suggerimento terapeutico idoneo al caso. È noto a tal proposito l’utilizzo del vomito gravidico, diluito in acqua, da consigliarsi nelle nausee gravidiche. Teofrasto (372-287) allievo, discepolo e quindi successore di Ippocrate getta le basi della moderna Botanica come del resto si ritrova anche in Aristotele (384-322) dove nella sua Scuola Filosofica riversa molta attenzione allo studio delle Scienze Naturali essendo forte il desiderio di capire e conoscere le proprietà della Natura.

Nella Civiltà Romane ricordiamo Catone che stima le qualità del cavolo a cui attribuisce il merito di curare meravigliosamente il tubo digerente. Ricordiamoci che non da molto, nella Fitoterapia così detta moderna, si evidenzia che il cavolo, che appartiene alle Brassiche-Crucifere, contiene al pari di altre piante della Specie, tra cui non ultima la ormai celebre Curcuma,  il Sulforafano” capace di bloccare la replicazione virale e tumorale. Ovviamente questo “piatto ghiotto”verrà ripreso in seguito.

Si passa a Galeno di Pergamo, nel II° secolo d.C. per trovare un ulteriore evoluzione della materia. Egli stabilisce una distinzione tra l’uso di una semplice ed unica pianta(semplice) a quello di più piante contemporaneamente per sfruttarne il sinergismo d’azione; mette in oltre a fuoco e codifica la possibilità di estrarre singoli principi utilizzando solventi naturali quali l’aceto, il vino o l’olio tanto che si parla di “preparato galenico” proprio partendo da questo punto del contributo evolutivo che Galeno ha fornito alla Fitoterapia.

Nella Civiltà Medioevale, in occidente, lo studio della Medicina e dei suoi Rimedi è consegnato nelle mani dei Monaci che nei loro Eremi e Conventi dedicano molto del loro tempo allo studio, traduzione e trascrizione di Testi antichi, base della loro Cultura che mettono in opera coltivando ogni sorta di pianta medicale nei fiorenti orti botanici e prendendosi cura dei soggetti che si rivolgevano a loro per essere ricoverati, curati e possibilmente guariti. Dove se non in queste strutture vi era la possibilità di essere protetti dal freddo, alimentati e spesso realmente guariti. Ippocrate aveva sancito “primum non nocere”….  loro erano ben a conoscenza di questo aforisma e colti conoscitori degli effetti di alcaloidi, linfe e pozioni varie. Nell’ ”oscurantismo”  medioevale di fatto si formano della vere e proprie scuole di Medicina, e nascono i prototipi degli attuali Spedali od Ospedali che ovunque e comunque rappresentano l’evoluzione tecnica, diagnostica e terapeutica dell’Attività monastica.

La medicina orientale, scrive il Dott. Bruno Brigo nel suo testo “Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica, Ed. Laboratories Boiron, “ è definita come energetica ed analogica, basata sui principi opposti e complementari di Yin e Yang ed espressi da Tao Tseu nel seguente modo:

“il TAO produce l’UNO,

L’UNO comprende il DUE,

e si manifesta come TRE,

il TRE produce i diecimila esseri.”

Il senso e traduzione dell’affermazioni è da tradurre:

Il PRINCIPIO ASSOLUTO produce ENERGIA,

L’Energia comprende lo YIN e lo YANG

E si manifesta come CIELO, TERRA e UOMO,

questi tre danno origine a tutti gli esseri.

La ben nota Ruota del Tao raffigura  il concetto d’integrazione ed equilibrio dinamico, ovvero la risultante dinamica della fusione del Cielo, espressione massima dello Yang, con la Terra, a sua volta espressione massima dello Yin. Questa amalgama è proprio di ogni essere vivente e genera i 5 elementi o movimenti che sono il legno, il fuoco, la terra, il metallo e l’acqua. Il regno vegetale è ricondotto genericamente nel concetto Taoista del “ legno” con una distinzione tra piante aventi proprietà di tipo Yin o Yang e questo perché ai fini terapeutici secondo il Taoismo la malattia rappresenta uno squilibrio tra le due Forze, con prevalenza di uno dei 5 movimenti, quindi la terapia deve armonizzare lo squilibrio  tonificare l’organo o sistema energeticamente carente e disperdere l’eccesso dell’organo o sistema opposto.

Un ulteriore salto in avanti e migliorativo coincide con la grande stagione del Rinascimento nel quale la mente umana, in primis con la figura eccezionale e poliedrica di Leonardo da Vinci, cerca di darsi delle spiegazioni scientifiche alle conoscenze ed intuizioni precedenti basate sull’empirismo.

Strettamente parlando di fitoterapia dobbiamo ricordare Paracelso (1493-1541) che ricerca in ogni pianta la “quintessenza” ovvero l’anima terapeutica caratteristica e raggruppa e classifica i vegetali secondo le loro caratteristiche morfologiche (“similitudine magica delle signature”), al pari in questo ai principi taoisti che attribuiscono importanza sia alla forma che ai colori delle piante e vegetali.  Hahnemann nel formulare i principi dell’Omeopatia si scaglierà duramente contro questa visione di Paracelso definendola quale semplice follia. Si arriva quindi alla figura di Carlo Linneo che nel 700 porta allo studio sistemico delle piante, grazie ovviamente anche ai progressi della chimica e delle apparecchiature di ricerca. Nella sua opera ”Systema Naturae” classifica le piante in base alla presenza dei sessi nei fiori con il risultato di dividere la piante in “Crittogame” e “Fanerogame”, ovvero con sesso nascosto nelle prime e ben evidente nel secondo gruppo, ulteriormente diviso in 23 classi.

Nella Fito e Gemmo terapia moderna è raro che si possano usare piante che si sviluppano nel loro ambiente naturale, cioè allo stato selvaggio: si usano di fatto piante coltivate ma attentamente curate con concimi e pesticidi “biologici”al fine di offrire un prodotto più naturale possibile. Una regola importante è anche quella di usare le varie parti vegetali rispettando il così detto tempo balsamico della pianta che dipende dalle condizioni climatiche, il periodo vegetativo ed in alcuni casi l’ora del giorno.

Altro momento indispensabile per parlare di Fito o Gemmo terapia vere, ortodosse, è quello di rispettare l’estrazione del cosiddetto “fitocomplesso”e non i singoli componenti o principi attivi più significativi come usa fare la Medicina allopatica e la fitoterapia allopatizzata.

La vera Fito-Gemmoterapia è taoista, contempla quindi l’unità ed armonia del fitocomplesso e si basa sulle così dette Tinture Vegetali (Tinture FU) ottenute previa estrazione alcoolica dei principi terapeutici delle piante medicinali raccolte da poco tempo,il che permette di avere prodotti più validi visto che la conservazione delle piante farmacologicamente utili, altrimenti dette droghe, subiscono delle inevitabili alterazioni del fitocomplesso per azione dell’umidità, calore e parassiti.

Le TM (tinture madri) omeopatiche, con differenze profonde tra la farmacologia francese e quella tedesca, si ottengono mettendo a macerare i alcool piante fresche o parti fresche delle piante, ricorrendo all’utilizzo di piante secche e “stabilizzate”  nella preparazioni di piante esotiche e lontane che potrebbero subire alterazioni organolettiche nel viaggio.

In altre parole il fitocomplesso terapeutico viene meglio rispettato dall’estrazione alcoolica eseguita comunque prima possibile. I passaggi tecnici sono lunghi e tediosi (macerazione, filtrazione, spremitura) per cui li salto volutamente ricordando però il concetto di Titolazione ovvero quel valore che ci indica la quantità ponderale delle sostanze attive realmente presenti nel prodotto. La titolazione ci dice in % quanto fitocomplesso è realmente presente rispetto all’alcaloide di riferimento.

Ad esempio si può leggere curcuma(Curcuma longa) radice e.s.(estratto secco-Cpr) titolata al 95% in curcumina vuol dire che in quelle compresse di curcuma la percentuale è elevata, ovvero del 95% rispetto alla droga pura espressa dall’alcaloide curcumina 100%.



GEMMOTERAPIA

La gemmo terapia è quella branca della Fitoterapia che utilizza parti fresche di piante allo stato embrionale, utilizzando quindi gemme o giovani getti ma anche giovani radici , scorza di giovani radici o , sebbene raramente, anche di giovani fusti. Talora sono utilizzati i semi comunque, nel complesso quello che rappresenta la potenzialità riproduttiva delle piante.

Si parla di Fitoembrioterapia di Pol Henry che per ha posto l’attenzione sullo studio ed utilizzo terapeutico dei tessuti embrionali degli alberi o arbusti, riprendendo gli studi del vero iniziatore ovvero di Johan Wolfgang von Goethe con l’Opera “La metamorfosi delle piante”. Per onor del vero ancora prima Santa Hildegarde di Bingen (1098-1178) consigliava l’utilizzo clinico di varie gemme.

Nelle gemme si trovano in grande quantità di Meristemi, ovvero cellule embrionali indifferenziate e totipotenti ricche di grandi quantità di acidi nucleici sia DNA che RNA, minerali, oligoelementi, vitamine, enzimi, fattori di crescita chiamati auxine e gibberelline, ormoni che scompaiono poi con la formazione della clorofilla. Gli studi più approfonditi in tal senso si devono a Dott. Nieten dell’Università di Lione.  In senso taoista le gemme e giovani getti nascendo si trovano all’estremità dei rami della pianta quindi subiscono una duplice influenza quasi armoniosa, da una parte tellurica e dall’altra cosmica, quindi sarebbero potenti ed equilibrate ….

L’estrazione alcolica delle gemme, dell’energia contenuta nei tessuti embrionali, ovvero le virtù embrionali dei meristemi, il rigenerarsi della pianta, si è dimostrato più dolce poiché i tessuti embrionali regolano le funzioni e rispettano la fisiologia, sono meravigliosamente drenanti ovvero posseggono, per dirla con Nebel, un’azione centrifuga convogliando le “tossine” organiche verso gli organi o tessuti emuntori.

Nella fitoterapia, utilizzando le propriertà di tessuti vegetali adulti e differenziati l’azione è più decisa e mirata.

La diluizione dei prodotti gemmo terapici è la 1DH ovvero 1° decimale Hahnemanniana, ovviamente rispettando la regola della diluizione e dinamizzazione all’unisono

fitoterapia

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