Lavori a sostegno dell’Omeopatia

1°/Aumento della densità ossea provocata da Symphytum officinalis

Il Symphytum officinale, pianta appartenente alla famiglia delle Boraginaceae, era già conosciuto due millenni fa dai soldati romani che lo utilizzavano per riparare le fratture procurate in combattimento.

Le foglie e le radici del Symphytum officinale, oltre a riparare le fratture, curano le tendiniti e le artriti del ginocchio.                         Parecchi test clinici hanno dimostrato questa efficacia. Tuttavia, il consumo, per periodi lunghi, è limitato dal fatto che il Symphytum officinale è epatotossico (quando usato in dose ponderale e non quindi omeopatica, come nel lavoro in esame dove viene utilizzata la 6CH.  Aggiunta e precisazione personale).

di Italo Grassi

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In uno studio pubblicato da Homeopathy dal gruppo di Rubens  Spin-Neto si è valutata la formazione dell’osso, dopo innesti di titanio, nelle tibie di ratti con trattamento di Symphytum officinalis in dinamizzazione omeopatica 6CH. (in termini matematici corrisponde ad una diluizione o deconcentrazione del 10elevato alla 12°. Aggiunta personale).   I risultati ottenuti sono stati valutati sia in base ad analisi radiografiche sia, direttamente, visionando l’osso asportato chirurgicamente da quella parte di tessuto cresciuto intorno agli innesti di titanio. Sono stati scelti 64 topi (Rattus norvegicus), albini, maschi, adulti, del peso intorno a 220 grammi; ogni animale è stato tenuto in una gabbia singola ed in una stanza con un ciclo luce/oscurità di 12 h ciascuno, alla temperatura di 22-24°C. I topi sono stati nutriti con una dieta di laboratorio standard e gli è stata data acqua di rubinetto. Dopo un periodo di acclimatazione di 15 giorni, agli animali è stato innestato il titanio nelle tibie; poi, in base ad una scelta casuale, sono stati divisi in due gruppi sperimentali: a 32 animali hanno somministrato Symphytum officinalis 6CH (gruppo S) mentre 32 animali (gruppo C) hanno rappresentato il controllo. Ogni gruppo di animali è stato diviso, sempre a caso, in quattro sottogruppi per essere sacrificati rispettivamente ai giorni 7, 14, 28 o 56, così da avere 8 animali divisi per gruppo e per periodo di osservazione. Due radiografie digitali dell’impianto sono state eseguite, una subito dopo l’innesto (radiografia iniziale), e la seconda prima del sacrificio (radiografia finale). Dieci gocce di Symphytum officinalis 6CH sono state quotidianamente mescolate con 40 ml di acqua: la miscela è stata bevuta dagli animali del Gruppo S ogni giorno, fino al sacrificio. Il gruppo di controllo C ha ricevuto solo acqua. Sia coloro che fornivano da bere, sia coloro che compivano la radiografia, sia coloro che provvedevano al prelievo di osso dalla tibia dell’animale morto, ignoravano se agivano sul gruppo S o sul C. Soltanto ai topi sacrificati al 56° giorno di trattamento è stata effettuata l’analisi biochimica per vedere se esisteva da una parte un aumento della fosfatasi alcalina e delle transaminasi (AST e ALT), segni di tossicità epatica, e dall’altra un aumento degli enzimi ALP, segno di una migliorata produzione di osso.


L’analisi della parte di tibia asportata del gruppo trattato con Symphytum ha mostrato una differenza statisticamente significativa, rispetto al controllo, soprattutto negli animali sacrificati il 14° giorno. Stesso risultato dal punto di vista radiologico: è stata riscontrata nel gruppo Symphytum radiografato il 14° giorno una densità ossea statisticamente più alta se paragonata al gruppo di controllo. Infine, l’analisi biochimica, 56° giorno, ha mostrato che i valori di ALPE (aumento densità ossea) sono risultati statisticamente più elevati nel gruppo Symphytum, se paragonati ai controlli, mentre non c’era alcuna differenza significativa tra i due gruppi in ALT o AST (segni di epatotossicità).

Homeopathy, 2010, 99, (4), 249

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