Disbiosi: Sindrome Intestino Irritabile

Dopo il tratto respiratorio, quello gastro-intestinale costituisce la seconda più ampia superficie del corpo umano, corrispondente a 300-400 m², paragonabile quindi alle dimensioni di un campo da tennis.

Il tubo digerente, principalmente l’intestino, è colonizzato normalmente, da un numero inimmaginabile di germi, calcolabile nell’ordine di grandezza di 10 elevato alla 14. Possiamo affermare che ci sono più germi su questa superficie,   che cellule nel nostro corpo (valutate infatti intorno a 10 alla 13).

(Henning Schramm,  Digestione e micosi intestinale. Weleda Forum di Medicina N° 10-2009).

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La colonizzazione batterica riguarda principalmente l’intestino, crasso in particolare, ed è costituita sia da batteri-germi  che da funghi, che s’insediano come parassiti non patogeni, ma simbionti, ( da cui il termine BIOSI), in equilibrio quindi  tra le varie specie e tutti in simbiosi con l’individuo, che trae benefici funzionali enormi dalla loro attività biologica. Detta flora risiede sulla mucosa intestinale formando in film biologico, una vera e propria barriera protettiva, molto attiva ed indispensabile per un ottimale assorbimento del chilo digestivo.

I microrganismi che formano questa barriera sono responsabili della formazione di molte sostanze tra cui ricordo la vitamina K, il complesso vitaminico B, l’acido nicotinico, la biotina, l’acido folico e gli acidi grassi a catena corta.

Se l’equilibrio biologico ed immunologico si altera si crea la così detta  DISBIOSI.

Si assiste ad uno sbilanciamento della flora con aumento quantitativo-qualitativo dei batteri patogeni e dei miceti, che comporta sintomi clinici come il gonfiore e il dolore addominale crampiforme, diarree ricorrenti oppure stipsi, aumento di peso e sintomi vari, tutti sinteticamente identificabili con i termini  “colite” e “colon irritabile”.

Mentre in passato l’intestino era considerato un vile ammasso di budella o, per dirlo con le parole di Dante Alighieri un “ lubrico sacco che si tramuta in merda quel che si trangugia”, oggi, al contrario esso è stato molto rivalutato e valorizzato dagli scienziati moderni, i quali lo definiscono “cervello enterico”, perché come l’encefalo è capace di produrre sostanze biologiche indispensabili, a partire dai neurotrasmettitori.

L’intestino è inoltre la parte dell’organismo dove si ha la massima concentrazione di difese, elaborate e prodotte dal nostro sistema immunitario atto, tra l’altro, a difenderci da ciò che mangiamo. La flora intestinale, che è produttrice di citochine difensive, dette batteriochinine, dei veri e propri antibiotici naturali d’adattamento, si associa alla rete immunitaria per fornire un vero e proprio filtro intracellulare fortemente protettivo.

Laura Quinti scrive sulla Rubrica Salute Naturale: ” Esiste un asse privilegiato di collegamento pancia-testa, che fa si che  le nostre azioni, istintive e razionali, abbiano sempre una profonda componente viscerale”.                                                                                  Torna attuale e facilmente comprensibile il detto latino” mens sana in corpore sano” ovvero il comportamento normale in persona sana in contrapposizione a malvagità, cattiveria, acredine ….  in chi soffre.                                                                           Secondo la Cultura Olistica la Salute è un meraviglioso equilibrio di psiche (intelletto) e corpo, quindi tra la razionalità mentale da una parte e la tangibilità corporea dall’altra.                                                                                                                                                              Ritornando a Laura Quinti, inoltre “ il comportamento migliore è quello che nasce dal giusto equilibrio delle componenti razionale, emozionale ed intuitiva”.                                                                                                                                                                                                Tutto questo di fatto per puntualizzare come la salute sia un” tutto uno” e come vi sia un collegamento stretto tra lo stato di salute del corpo e della mente, e vice versa.

Di fatto, infatti, nelle varie forme di Disbiosi il quadro clinico non finisce solo nei gemiti, disturbi e sintomi enterici perché queste manifestazioni patologiche sono spesso collegate ad altri disturbi, anche non immediatamente correlabili alla disbiosi, quali stati depressivi, problemi di concentrazione, disturbi della coordinazione, cefalee, disfunzioni epatiche, predisposizione alle malattie respiratorie ed otiti, alle infezioni in genere e alle forme allergiche.

Come si possono spiegare quadri patologici così diversi, poliedrici ed importanti, secondari alla disbiosi, se non ricordando appunto il ruolo che il tubo digerente riveste nel suo insieme, sia in quanto sede principale dell’immunità, sia per la produzione umorale vitale ed ancora per i massicci collegamenti neuronali tra le aree enteriche e quelle corticali, così imponenti ed estesi da conferire a questo distretto corporeo il nobilitante termine di “cervello enterico o secondo cervello” .

Cervello come sinonimo di intelligenza, creatività, duttilità e via dicendo perché di fatto quel tubo, altrimenti così poco nobile, è la sede del 40% del sistema immunitario atto, come sappiamo,  a proteggere l’organismo dall’ingresso di tutto ciò che ingurgitiamo, aiutato in questo dalla flora simbionte che come una vernice “attiva”, protegge la mucosa e permette il metabolismo enterico oltre all’assorbimento filtrato del chilo alimentare, mantenendo costante la guardia per differenziare adeguatamente il “self” dal “non self” . Le connessioni neuronali, la mucosa e la flora in armonia e sinergismo permettono inoltre quel metabolismo enterico sopraccennato e di vitale importanza. L’alterazione dell’assorbimento a causa di una disbiosi permette l’ingresso in circolo di sostanze proteiche (“non self”) che bypassando il controllo enterico scatenano reazioni immunitarie di tipo allergico, giustificando i quadri patologici diversi  e secondari alla disbiosi.

Nella disbiosi, oltre a verificarsi un’alterazione della normale flora intestinale e crearsi quello squilibrio tra le due popolazioni di simbionti, a discapito della flora operaia e positiva sopraffatta dai vari Clostridi, Escherichie e batteri Gram. neg., si riscontra un decisivo aumento dei funghi che sappiamo essere normalmente presenti ed utili alla salute.

Tra i miceti ha un ruolo preponderante la Candida Albicans, che, a cose normali, contribuisce con il pool batterico al lavoro metabolico già presentato. In condizioni varie, quali squilibri alimentari con eccesso di carboidrati e lieviti, terapia chemio-antibiotica, condizioni di stress o patologie debilitanti, la Candida si virulenta e da forma simbionte si trasforma in aggressiva, un vero  nemico, insidioso e più pericoloso di quanto si possa pensare.                                                                                                                     Il micete s’instaura nell’intestino fin dalla nascita e vi rimane sempre presente per lo più in forma silente ed anzi benefica. Per essere chiari la Candida A. è un organismo dimorfico, ovvero che può presentarsi in due forme biologiche.                                                     Nella forma patologica diventa un parassita che crea una struttura molto lunga, potrebbe ricordare visivamente la medusa detta Caravella Portoghese, che ha una testa galleggiante piccola in confronto allo sviluppo tentacolare venefico che può raggiungere la lunghezza di diecine di metri.   La Candida in forma sporica è capace di diffondersi ed infettare per contiguità altri organi contigui all’intestino quali l’utero-vagina e la prostata ma può diffondersi anche con meccanismo metastatico entrando nel circolo sanguigno per infettare organi distanti e particolarmente vulnerabili quale l’encefalo, i polmoni ed il cuore.  In realtà può attaccare moltissimi tessuti.

In ogni forma di candidosi, anche la più banale, quale le macchie o chiazze cutanee, biancastre e furfuracee, da esposizione al sole, oppure il “mughetto” dei neonati-bambini o la vaginite caratteristica e ben nota , sono le così dette “case al mare” ovvero si associano sempre alla presenza e virulenza della candida intestinale, altrimenti detta “ residenza vera”. La virulentazione della Candida A. provoca  la fermentazione dei carboidrati, con iperproduzione di gas intestinale, responsabile del gonfiore addominale ed eccessiva flatulenza, che determinano lo spasmo viscerale reattivo, responsabile del dolore crampiforme tipico delle così dette “coliti”. Nelle forme più gravi la fermentazione enterica produce alcool a catena corta che passando in circolo danneggia gravemente l’economia generale ed il fegato, raggiunto appunto per via ematica.

La virulentazione della Candida così descritta rappresenta un quadro specifico tra le varie forme di Disbiosi che letteralmente rappresenterebbero la  più semplice alterazione dell’equilibrio della flora intestinale, quindi anche micetica, con il riscontro di casi clinici di gravità anche assai diversa e funzione sempre della gravità di tale squilibrio.

Tutto quanto detto giustifica i vari sintomi clinici propri della disbiosi che vanno dal meteorismo e flatulenza, all’alvo variabile, prurito, dolore anale e sintomi urogenitali vari, fino a che, perdurando l’infezione, si riscontrano segni e sintomi d’insufficienza epatica più o meno grave, manifestati con astenia, mal digestione, afte buccali, disturbi della concentrazione ed insonnia. Nei casi veramente gravi si arriva  fino a sintomi di grave scompenso enterico e generale e/o sintomi clinici secondari alle metastasi infettive possibili.

Si ritiene che circa il 20% della popolazione adulta, prevalentemente femminile, dei paesi occidentali soffra di sindromi intestinali erroneamente definite “colite” e che dovrebbero esser denominate sindrome dell’intestino irritabile (SII, in Inglese “Irritable bowel syndrome” quindi IBS.) (Natural 1, N° 95-Sett.2010, Articolo “Irritabili visceri” del Dr Massimo Rossi) (Medicina Naturale, N°2 Aprile 2010, focus colon irritabile del Dr. Marco Valussi)

Nella sindrome dell’intestino irritabile(SII) è presente una motilità colonica anormale associata a dolore addominale di tipo crampiforme, i classici “strizzoni”, dispepsia, nausea, flatulenza ed alterazione dell’alvo in senso sia stitico che diarroico. In questi casi di SII le cause principali sono una di tipo centrale, con iperattività del sistema nervoso centrale, ed una periferica con esaltata reattività delle cellule enteriche, a cui fa seguito la liberazione di serotonina responsabile dell’esaltazione della motilità enterica.

Secondo molti Autori (Natural 1, N° 95-Sett.2010, Articolo “Irritabili visceri” del Dr Massimo Rossi) (Medicina Naturale, N°2 Aprile 2010, focus colon irritabile del Dr. Marco Valussi) le due ipotesi vanno inserite in un comune quadro di disordine pan-intestinale, ovvero di tutto il tubo digerente, con risposta esagerata al cibo, stress ed acidi biliari, che modificano il ph enterico, alterano la mucosa enterica ( noi aggiungiamo la flora) creando quindi   questi casi clinici di SII, nei quali la Disbiosi reattiva, cara ai Naturopati/Omeopati  ma negletta dalla Medicina Accademica diventa uno dei momenti eziologici importanti.

Ritornando ai quadri di Disbiosi le cause principali sono da trovarsi tra le abitudini alimentari spesso dannose sia per quello che si mangia, come lo si mangia e per quello che non si mangia come nel caso di molti bambini che soffrono di disturbi allergici-atopici e che mangiano gelati uno dietro l’altro  e non ingeriscono mai verdura cruda perché non gradita …. spesso neanche proposta‼!

In molti casi è di per se sufficiente a ridurre il prurito e migliorare le manifestazioni eczematose proprie dell’atopia il solo cambiare le abitudini alimentari, sia riducendo drasticamente l’uso dei carboidrati raffinati, lieviti, latte-latticini, che abituandoli ad un sano uso di verdure seguendo sempre una alimentazione varia, variata ed in “Technicolor”, come uso dire ai miei giovani  pazienti per catturarne l’attenzione. Le intolleranze alimentari, quindi le reazioni cliniche secondarie, nascono infatti, come abbiamo visto, proprio nell’intestino da alterazione del filtro enterico e, come sappiamo, ripristinando un sano equilibrio enterico, migliora l’assorbimento molecolare e quindi il quadro clinico.

Altre cause di disbiosi sono le diete scarse di fibre, l’uso eccessivo di cibi conservati , di coloranti, antiossidanti ed ormoni-antibiotici, speso presenti in maniera inaspettata nei cibi, ad esempio in molti insaccati, “merendine”, latte e latticini per ricordarne solo alcuni.

Il latte italiano sembra più esente da critiche del genere, ma generalizzando il problema, la produzione di latte è troppo forzata, non basta la selezione biologica delle bestie per arrivare alle produzioni commercialmente utili tanto che le povere mucche sono bombardate da ormoni e coperte con antibiotici per curarle delle inevitabili mastiti da trauma (mungitrice). Farmaci questi che inevitabilmente ritroviamo, anche se in minima parte, nel latte e che danneggiano la flora intestinale, oltre ad essere responsabili e concause della così detta pubertà precoce.

Anche le carni non sono esenti da questo tipo di critiche.

Inoltre, generalmente parlando, tutti consumiamo troppe proteine che in condizioni di disbiosi non vengono digerite normalmente e subiscono un processo di decarbossilazione, responsabile della creazione di amine tossiche, veri e propri veleni cancerogeni e responsabili di vasocostrizione arteriosa (ipertensione).

Una delle sostanze prodotte dal metabolismo proteico, dell’istidina (amminoacido, quindi mattone proteico) è l’ istamina,  potente e ben noto mediatore delle reazioni allergiche.

Per ritornare ai bambini atopici di prima, niente verdura quindi fibre e prodotti probiotici favorenti la flora intestinale, ma in compenso tanti gelati e ghiaccioli, merendine e “ciccia”…. portano  il “bimbo” a grattarsi e spellarsi … quindi, per porre rimedio al fastidio il classico rappresentante del Servizio Sanitario Nazionale spesso non trova di meglio che bombardare le creature con antistaminici e cortisonici e magari antibiotici per curare le sovra-infezioni creando così un circolo vizioso ed un netto peggioramento dello stato di salute mascherato dall’apparente guarigione momentanea.

In caso di atopia la prima cosa da affrontare e invece una correzione delle abitudini alimentar e l’introduzione nella dieta di verdure, preferibilmente crude, riso (meglio integrale) e yogurt, che aiutano a riequilibrare la flora intestinale.

La somministrazione di Lattobacilli e Bifidobacterium vari si è dimostrata utile sia nelle forme di Disbiosi, che nel così detto SII, perché questi fermenti agiscono in maniera decisa e reale nel ripristinare una valida flora intestinale quindi ad agire sul primum movens delle disbiosi concausa eziologica  dell’alterazione della cinetica enterica. Studi clinici hanno dimostrato che l’uso di detti fermenti porta alla normalizzazione della defecazione dopo mesi di terapia. Per quanto riguarda la possibilità di somministrare i fermenti si può far ricorso come ho accennato sopra a yogurt naturali ( cioè senza aggiunta di frutta, coloranti, additivi ecc oppure a prodotti commerciali tipo integratori dietetici, sotto forma di capsule, bustine o flaconcini, ricordando però che il mercato dei pro/pre-biotici è molto vario, di difficile valutazione e spesso poco affidabile.(Dr. Marco Valussi; Medicina Naturale, N°2 Aprile 2010 Focus colon irritabile).

Tra le cause di disbiosi dobbiamo ricordare quelle iatrogene ovvero da assunzione di farmaci tra i quali abbiamo già evidenziato gli antibiotici il cui abuso è inutile e dannoso. Dannosi anche i lassativi, quelli di tipo “stimolante” ovvero che irritano l’epitelio enterico accrescendone la motilità.

Per i lassativi di massa il discorso è assai diverso perché funzionano in modo identico agli alimenti ricchi di fibre tanto da essere utili nelle disbiosi caratterizzate da stipsi. In questi casi le feci sono troppo secche per eccessivo riassorbimento colico di acqua (900-1500 ml/die) ed i lattobacilli scompaiono. In tal senso una terapia con Psillium (Plantago psillium, meraviglioso lassativo di massa), acqua in abbondanza ma senza eccedere per non sovraccaricare il lavoro dei reni, associata ad un apporto di fermenti bilanciati, crea la condizione di un rapido, salutare e duraturo miglioramento di questo frequente disturbo enterico, curandone a monte le cause eziologiche.

Altre cause di disbiosi sono le malattie infettive, la patologia degli organi addominali quale fegato, colecisti e pancreas e la frequente quanto poco considerata parassitosi, ovvero i così detti “bachi” o meglio vermi, che mordono e disturbano più di quanto si possa credere. ( questo argomento verrà trattato a parte e per esteso così come delle vaccinazioni ).

Dal punto di vista terapeutico un ruolo fondamentale spetta ai prodotti ricchi di fermenti lattici vivi, ( yogurt, cps, flaconcini et alii) capaci di passare intatti attraverso all’acidità dello stomaco, per arrivare forti, funzionali e numerosi nel colon dove realmente svolgono quel ruolo biologico che a sommi capi spero di aver chiarito.

La terapia omeopatica delle disbiosi è da inquadrare nel solito discorso generale ovvero che l’omeopata non cura la malattia, bensì il malato studiandolo attentamente dai suoi sintomi reattivi e caratteristici sui quali imbastire la scelta terapeutica.

La fito-gemmo terapia fornisce numerosi e validi aiuti a partire dagli spasmolitici molto efficaci nel ridurre il dolore e nel disinnescare il circolo vizioso spasmo-dolore-contrazione. Le piante più usate a tal scopo sono la Menta piperita, la Melissa officinalis e la Chamomilla matricari, Foeniculum Vulgaris (Finocchio) che ha, al pari degli altri, proprietà antispastiche e carminative ( sedativo dei gas intestinali) ed inoltre attiva le funzioni delle ghiandole digerenti.

Spesso il finocchio si trova associato al Carvi(Carum carvi), al Coriandolo(Corandrium sativum), al Cumino(Cuminum cyminum) ed Anice stellato (Illicium verum) per formare un composto, la così detta “formulazione dei semi caldi” che catalizza le rispettive proprietà digestive, aperitive, carminative, antispastiche e favorenti la peristalsi fisiologica, assai utile quale aiuto naturale nelle varie forme di “colite”.                                                                        

Altri fitoterapici interessanti sono la Tabebuia (Tabebuia avellanedae L.- Tecoma Curialis) proveniente dal Sud America, detta Tahibo o Lapacho o Pau d’arco.

Secondo la etnofarmacopea sudamericana ha molti impieghi quale antinfiammatorio sia enterico che polmonare e delle vie urogenitali.

Gli Indios dell’Amazzonia impiegano la corteccia dei rami da centinaia di anni come rimedio per le malattie infettive e degenerative. Ricerche moderne hanno avvalorato gli usi tradizionali e confermato le capacità terapeutiche della pianta (corteccia) sia contro i germi e batteri (tra cui l’Helicobacter pylori) che virus e i miceti (Candida A.). I componenti attivi sono i naftochinoni(fattori-N) ed Antrachinoni (fattori-A). Raramente i fattori A ed N sono presenti nella stessa pianta e molti Autori ritengono che molte delle proprietà del Lapacho siano dovute alla sinergia  tra tali fattori. I naftochinoni Lapacholo, Beta-Lapacone e Xiloidene sono i costituenti più importanti e con proprietà battericida, antivirali, antimicotiche, antiossidanti, immunostimolanti e sembrerebbe anche antitumorali.  Secondo alcuni Autori entrambe queste ultime attività si esplicano a basse dosi mentre concentrazioni relativamente elevate(100microgr-grammo/ml) mostrano attività citotossica ed immunosoppressiva, argomentazione questa estremamente importante nell’affrontare patologie e disturbi cronici. Altre proprietà riconosciute alla Tabebuia sono quelle diuretiche, sedative, decongestionanti, ipotensive, cardiotoniche ed antiparassitaria.. La Tabebuia possiede inoltre proprietà antinfiammatori a livello del tessuto connettivo, con effetto ripartivo sia della cute che mucose( azione vulneraria), ed un’azione antidepressiva, da interazione con i sistemi di produzione della Serotonina, che abbiamo visto in causa nella SII in quanto responsabile dello spasmo enterico. (per approfondimenti sulla Tabebuia http://www.nuoveterapie.it/lapacho.htm).

Nell’elenco dei biofarmaci possiamo aggiungere, come suggerisce il Dr massimo Rossi, lo Zenzero(Zingiber officinalis) che possiede le note proprietà antiemetiche (gravidica, da farmaci chemioterapici e da chinetosi come il mal d’auto) in virtù degli Arilalcani che il tubero possiede. Dette sostanze legandosi ai recettori della serotonina modificano la motilità della muscolatura gastoenterica migliorando il quadro clinico ormai ben noto.

Altro fitoterapico di primo ordine è la Curcuma(Curcuma longa) o Zafferano delle Indie che appartiene come anche lo Zenzero, alla famiglia delle Zinziberacee. Il nome deriva dal Sanscrito “Kum-Kuma” e viene da tempo impiegato sia nella medicina Ayurvedica che Cinese, come depurativo generale e digestivo nei disturbi sia epatici e della colecisti, che in quelli enterici e nella flatulenza. Viene utilizzato inoltre in forme febbrili ed infettive deprimenti, dando il valore di energetico YIN terapeutico, al giallo rizoma. Il rizoma della Curcuma contiene circa il 3% di curcumina, un polifenolo inibitore della ciclossigenasi-2 (COX-2), della lipogenasi (LOX) e del fattore kappaB (NF-kappaB) oltre che delle molecole ad attività pro infiammatoria definite AGE. Per tornare alle proprietà terapeutiche della curcuma, ( ai “Naturopati” piace parlare della pianta nel suo insieme sia strutturale che terapeutico) l’azione terapeutica è data appunto dalle inibizioni enzimatiche sopra accennate. In ogni processo infiammatorio si assiste infatti ad un forte incremento dell’attività di dette “– genasi ” con conseguente liberazione di prostaglandine e leucotreni, molecole queste pro infiammatorie, responsabili tra l’altro, delle alterazioni della motilità intestinale, alla base della sintomatologia del cosi detto colon irritabile.

Questo è l’aspetto antinfiammatorio che ci interessa ora strettamente parlando delle “coliti” ma la portata dell’argomento è assai più vasto ed importante. Altre proprietà interessanti quella colagoga, coleretica e spasmolitica delle vie biliari che comporta un miglioramento della produzione ed immissione di bile nel lume intestinale con marcati benefici digestivi. La Curcuma è d’aiuto anche nelle parassitosi intestinali.

Numerose piante contenenti polifenoli trovano impiego in Medicina Naturale (ma sempre più anche in quella così detta Accademica) in quanto in grado di ridurre gli stati infiammatori ed aumentare la resistenza alle malattie infettive. Tra i polifenoli si trovano gli isotiocianati, quelli A di allile (aglio) oppure F di fenile. Gli isotiocianati contengono nella loro struttura un atomo di zolfo; tra queste molecole ricordiamo il sulforafano presente nelle piante appartenenti alla Famiglia delle Crucifere, quali i cavoli, broccoli, ravanelli ecc.(i germogli dei broccoli possono contenere quantità di sulforafano 100 volte superiori rispetto al broccolo maturo!). Il sulforafano ed in senso più lato gli isotiocianati sarebbero responsabili della conclamata azione antivirale e forse antiumorale in quanto capaci determinare la morte delle cellule neoplastiche bloccandone i meccanismi di replicazione e trascrizione del codice genetico e inducendo l’apoptosi cellulare. (morte lenta da carenza strutturale).

Concludendo vi consiglio un buon piatto di riso Basmati, rigorosamente integrale, condito con zenzero e curcuma(curry), seguito da un sano yogurt naturale estemporaneamente arricchito con mirtilli e noci.

Buon appetito ed ottima salute a Voi.

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